proporzioni

ieri sono stato all’agenzia delle entrate di montepulciano a presentare la dichiarazione di successione di mia madre: tra poco sarebbe scaduto il termine (un anno) e bisognava farlo. ho verificato quanto sia diversa la relazione tra il pubblico e gli uffici in una situazione non solo di provincia, ma in cui il rapporto numerico tra uffici e utenti è così favorevole (agli utenti). non solo la fila è stata breve, e anche se il commercialista aveva sbagliato i conteggi e mi è toccato andare in banca lì vicino a pagare un’integrazione, e quindi rifare la fila, ho comunque potuto risolvere la cosa in mattinata. ma il personale era gentile e disponibile, avendo da fronteggiare una situazione tranquilla e gestibile. a parte il fatto che l’ufficio è in un palazzo del cinquecento, e la sala del pubblico è un salone con un meraviglioso camino affrescato e il soffitto a cassettoni; e la banca non è da meno. insomma, se un ufficio che serve una popolazione dell’ordine di 50.000 persone ha quelle dimensioni, quelli di roma che ne servono quasi 300.000 ciascuno (sono 14 per una provincia di circa 4 milioni di persone) dovrebbero essere grandi sei volte tanto. ma saranno il doppio, se va bene; e poi a roma ci sono non solo le persone fisiche, ma tantissime persone giuridiche, che fanno saltare le proporzioni. e in più sono tutti, tranne quello di viale trastevere, in zone periferiche, malissimo servite dai mezzi pubblici, con il deserto intorno (dover fare il versamento integrativo che ho fatto in dieci minuti sarebbe stato drammatico), e in palazzi stile italstat, che ti deprimono solo a guardarli. viva la provincia, allora? per queste cose, e quella provincia, forse sì. ma prima di tutto dovrebbe venire la semplificazione del rapporto con la pubblica amministrazione rispetto a come è oggi. certo un tempo era molto peggio: qualcuno si ricorda quando per fare qualunque domanda, da un concorso – quante ne ho fatte appena laureato – a una richiesta di informazioni tributarie si doveva autenticare la firma? ci volevano ore di fila negli uffici comunali. ora grazie a una una semplicissima modifica normativa (tanto semplice che ci sono voluti anni) basta una autocertificazione. e allora, perché una dichiarazione di successione non si presenta per via telematica, come le dichiarazioni dei redditi? mistero.

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