non sopporto la spocchia di quei personaggi che nel nome di una pretesa salvaguardia del patrimonio culturale affossano i (pochi) tentativi che la città di roma fa per diventare una città moderna. è notizia di oggi che un esponente di italia nostra ha presentato un esposto alla commissione europea per bloccare i lavori della linea b1 della metropolitana nel tratto che sarebbe arrivato fino all’ultima stazione prevista, quella di viale jonio. apparentemente l’esposto denuncerebbe irregolarità nell’appalto: in realtà lo scopo, comune a tutte le iniziative di quell’associazione, è quello di impedire che roma diventi una città dove gli abitanti possano spostarsi rapidamente e comodamente da un quartiere all’altro. lo stesso meccanismo che sta sabotando la linea c, la quale avrà pochissime fermate nel centro storico, e chissà quando. questi personaggi, che magari si spostano comodamente in bicicletta da via giulia a via dei condotti, non hanno nemmeno l’idea del vantaggio che la gente normale trarrebbe dal completamento di questi lavori. o forse ce l’hanno, e certa gente in centro proprio non ce la vogliono. non lo so, la soluzione sarebbe quella di spostare la capitale da roma, così il conflitto fra le esigenze di una città moderna e quelle della salvaguardia archeologica potrebbe ricomporsi; ma io preferirei spostare loro, questi sapientoni che forse farebbero miglior figura su qualche spiaggia chic. naturalmente, a pulire le cartacce.
italia loro
Pubblicato Martedì 15 Luglio 2008 generale 2 CommentsTags: archeologia, italia nostra, metropolitana, roma

Ciao,
mi è molto piaciuto il tuo intervento che hai postato il 26 luglio (urbanistica romana), però devo dissentire su questo post relativo alla fermata della Metro B1 Jonio. Anche in questo caso qualcosa non quadra, e di certo non è da ricercare nella solita associazione ambientalista che ferma i lavori.
Ormai ci sono regole ferree per la realizzazione di appalti e gare in ambito europeo. Per importi anche di poche migliaia di euro enti pubblici devono indire gare di appalto. Ora il Comune di Roma nel 2007 sull’onda del fallimento realizzativo della stazione della linea B1 Nomentana, si è gettato sul prolungamento verso piazzale Jonio, spacciandolo quasi per un regalo migliorativo gratuito, ma così non era. Ed infatti gia ad Aprile 2007 ne aveva fatto un servizio Report. Il problema era evidente sin dall’inizio.
La procedura di messa in mora della CE è stata inoltrata al Comune di Roma il 28/02/2008 ma evidenza sui quotidiani inspiegabilmente è arrivata solo a luglio, ospiegabilmente visto le elezioni in arrivo. Ti invito ad un approfondimento su un post che ho inserito nel mio blog sull’argomento specifico: http://tuscolanaeur.blogspot.com/2008/07/metro-b1-jonio-che-fine-ha-fatto.html
Il problema non sono le associazioni ambientaliste, ma sono i nostri amministratori che ingenuamente o no, peccano di superficialità e ci fanno perdere 2/3 anni per la realizzazione di una nuova fermata (jonio) o perdere definitivamente una fermata (Nomentana).
Ciao e grazie per lo spazio offerto per i commenti
Stefano
stefano, grazie innanzitutto per la precisazione, ma quello che volevo dire nel post – e forse non sono riuscito a dire – è che le associazioni ambientaliste come italia nostra hanno una visione dei problemi delle città che non nasce dall’esperienza concreta di chi ci vive ma, nella migliore delle ipotesi, da una visione elitaria e settoriale, di persone che magari si spostano in bicicletta per poche centinaia di metri nella parte pianeggiante del cento storico. che poi gli amministratori pubblici infilino collane di errori (che scontiamo tutti ma che nessuno paga) sono completamente d’accordo. grazie a te per il commento. marco